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DSTN / DITZIONÀRIU SARDU DE SU TEMPUS NOSTRU

de Diegu Corràine

DSTN / DITZIONÀRIU SARDU DE SU TEMPUS NOSTRU
http://ditzionariu.tempusnostru.it


0. Introduuzione

0.1. il presente PROGETTO DI SVILUPPO
Il presente documento costituisce la presentazione del DSTN, Ditzionàriu Sardu de su Tempus Nostru, che ha la caratteristica di essere una Opera di uso grutuito senza finalità di lucro, distribuita nella rete Internet.
Pur trattandosi di un dizionario italiano-sardo, sardo-italiano, il nostro Dizionario è potenzialmente multilingue. È prevista a breve la possibilità di allargarlo al catalano, data l'importanza storica di tale lingua in Sardegna e la sua ancora viva presenza in Alghero.
Il nostro DSTN è un ramo del progetto Tempusnostru, sperimentato nel corso degli ultimi anni grazie alla collaborazione puntuale e profonda tra il dr. Diego Corraine e l'ing. Carlo Zoli, esperto di Linguistica Computazionale per le Lingue Meno Usate. Il progetto Tempusnostru/DSTN a sua volta è nell'orbita delle tecnologie proposte da Smallcodes, la Fondazione per  l'eccellenza tecnologica delle lingue meno usate (www.smallcodes.org).
Per concezione linguistica e tecnologia informatica il sistema è in continuo aggiornamento e perfezionamento.

0.2. un DIZIONARIO  D'USO  e MODERNO, in continua espansione e aggiornamento
La lingua sarda, benché abbastanza popolare e diffusa, è pur sempre una lingua variegata localmente e prevalentemente di uso orale. La scrittura della lingua e il suo impiego in ogni ambito e uso, in modo ufficiale, possono renderla più forte e garantirle un futuro. Per poterla rendere "normale" nella società e nel territorio è necessario avere riferimenti linguistici e ortografici certi, quindi "norme" linguistiche, in un raffronto costante con la espressione viva della lingua costituita dalle varietà locali. Ecco la funzione necessaria e la struttura del DSTN, che registra i lemmi secondo le norme di riferimento LSCe accoglie le declinazioni locali degli stessi.
L'uso ufficiale del sardo presuppone un continuo ampliamento e ammodernamento del lessico e della terminologia. Fortunatamente abbiamo un riferimento certo per tutte le scelte di carattere linguistico e ortografico: la LSC, proposta ufficialmente all'uso sperimentale dalla Regione Sarda con delibera del 18 aprile del 2006. In essa sono contenute tutte le indicazioni necessarie a scrivere secondo le norme e criteri e principi che guidano a un corretto uso della terminologia nei suoi diversi settori. In questa opera, il DSTN è suffragato dalle indicazioni della Redazione e del Comitato Scientifico.

0.2. un DIZIONARIO  flessibile secondo le esigenze degli utenti
In un mondo comunicativo pervaso dall'onnipresenza dell'italiano, la volontà dell'utente (funzionario, impiegato, insegnante, operatore dei media, ecc.)  di offrire una interfaccia sarda all'interno del proprio ambito operativo, oltreché in italiano, in ogni situazione comunicativa,  lo porta a cercare tutte le possibili corrispondenze in sardo di termini e parole largamente affermate in italiano. La redazione di un qualsiasi documento, regolamento, certificato ha bisogno di soluzioni in sardo che non possono essere lasciate la caso o a scelte individuali.
L'esigenza di politica linguistica di diffondere l'uso del sardo nella società ci ha portato a individuare questa esigenza dell'utenza possibile, che ha l'italiano come lingua di riferimento e di lavoro, ma vuole svolgere le stesse attività e proporre gli stessi documenti anche in sardo. Dunque, come norma, il DSTN propone la ricerca del termine in italiano, come lingua di partenza, cui corrisponde un equivalente sardo. Ma nell'apposita casella si può invertire questa possibilità, cercando il corrispondente italiano di un termine o parola in sardo.

0.2. la DIREZIONE LINGUISTICA e di PROGETTO
Il  direttore linguistico e di progetto del DSTN è il Prof. Diego Corraine, che vanta una vasta e continua esperienza nel campo della pianificazione linguistica, della traduzione in sardo, degli studi lessicografici e terminologici. Inoltre ha fatto parte della prima commissione regionale che ha proposto le norme della Limba Sarda Unificada del 28-2-2001 e della seconda che ha portato alla sistemazione delle norme della Limba Sarda Comuna del 18-4-2006.

0.2. la DIREZIONE TECNICA
L'ing. Carlo Zoli è il direttore tecnico del Progetto DSTN.
Carlo Zoli è Direttore del Dipartimento di Ingegneria Linguistica di Open Lab, co-ideatore del progetto DSTN/Tempusnostru e, attualmente, promotore dell'iniziativa della Fondazione Smallcodes, per la promozione dell'eccellenza tecnologica per le lingue meno usate. Collabora attualmente con i più importanti uffici linguistici e centri di Linguistica Computazionale in Italia e Europa.

0.2. il COMITATO SCIENTIFICO
Il Progetto DSTN si avvale della supervisione di studiosi affermati e riconosciuti nel campo degli studi di linguistica sarda. In particolare, al momento:
Michele Contini professore emerito dell'Università di Grenoble, il maggiore studioso e conoscitore della fonetica del sardo e di tutte le sue varianti, autore di numerosissime pubblicazioni in materia, membro della seconda commissione regionale LSC
Xavier Lamuela professore dell'Università di Girona, profondo conoscitore di catalano, occitano, friulano (che ha contribuito a standardizzare), studioso di problemi  di standardizzazione  e pianificazione, lessicografia e terminologia.
Heinz Jürgen Wolf professore emerito dell'Università di Bonn, affermato studioso di linguistica sarda e autore di numerossime pubblicazioni in materia, membro della prima commissione regionale LSU.

Diegu Corràine, studioso di linmgua sarda, traduttore, membro della commissione per lo standard LSC, direttore del DSTN.

0.2. la REDAZIONE
La Redazione è formata da esperti di sardo e di lessicografia, che introducono le accezioni (cioè le singole unità di senso di una parola) delle voci prese come unità di base del lavoro. Il lavoro attorno all'accezione sarà ritenuto compiuto se essa sarà corredata da tutto l'apparato necessario: corrispondenza Italiano/Sardo (che data la caratteristica per certi versi UNICA di questo sistema, crea automaticamente il dizionario inverso sardo-italiano), frase di esempio in entrambe le lingue, ecc.
Il redattore (che sia remunerato o presti lavoro volontario) avrà come unità di riferimento l'accezione. È il completamento di questa unità minima che gli verrà riconosciuta. Se una voce ha 10 accezioni e un'altra 3, saranno 13 le unità di lavoro che saranno pagate (le quali in quest'esempio formeranno 2 voci). In questo modo sarà facile computare i compensi e la produttività.

0.2. i CORRISPONDENTI
Per assicurare  una maggiore completezza del DSTN, nei lemmi ci sarà, quando utile e possibile, la sua versione locale, in grafia locale concordata e in IPA (grafia fonetica internazionale). Perciò, il DSTN si dota di una RETE di CORRISPONDENTI di vari comuni scelti conformemente alla loro rappresentatività dei vari fenomeni fonetici, esperti di sardo ma soprattutto della loro varietà locale, in modo da assicurare visibilità alla variegata composizione del sardo.
I Corrispondenti potranno essere volontari, o a contratto, o essere personale delegato dal Comune di appartenenza, o ancora operatori dei vari sportelli linguistici disseminati nel territorio.

0.2. gli  ESPERTI SETTORIALI
Al fine di controllare e validare i termini introdotti nel DSTN, ci si avvale dell'aiuto di esperti di settore, tutte le volte che si deve convalidare la corrispondenza linguistico-concettuale dei vari lemmi o ampliare il campo di interessa ad aree particolari del sapere.

0.2. il GRUPPO DI LAVORO INFORMATICO
Il gruppo di lavoro informatico sarà costituito dagli esperti di informatica linguistica di Smallcodes Software; Smallcodes fornisce tecnologia a tutte le più importanti minoranze linguistiche italiane e diverse fuori d'Europa. Open Lab / Smallcodes software è tra le fondatrici della ONLUS Fondazione Smallcodes, organizzazione senza fine di lucro per la promozione delle tecnologie e politiche di rivitalizzazione linguistica.

0.2. la REALIZZAZIONE della BASE DATI LESSICALE E TERMINOLOGICA
Il presente DSTN:
—  Poiché parte dall'esigenza di proporre le corrispondenze in sardo del vocabolario di base della lingua italiana, si costituisce con un nucleo fondante di lemmi di base, circa 7000, a partire dal Vocabolario di base della lingua italiana di Tullio De Mauro.
Si tratta delle parole che formano il vocabolario di base della lingua italiana, suddivise in tre fasce di decrescente diffusione nell’uso, così come sono registrate nel testo del DIB/Dizionario Italiano di Base:
- i vocaboli di massima frequenza, i “fondamentali”, che da soli coprono il 95% di ciò che diciamo e scriviamo: mano, dire, fare, andare, occhio, e così via;
- i vocaboli di “alto uso”, che appaiono con grande frequenza negli scritti e nel parlato: abbandono, contante, chiasso, rifiuto, obiettivo...;
- i vocaboli di “alta disponibilità”, detti e scritti meno spesso, ma a tutti noti e presenti, perché si riferiscono a realtà quotidiane e a nozioni basilari: aceto, bronchite, forchetta, mestolo, soffriggere, ma anche albanese, svedese, svuotare, o zanzara...

— Inoltre, gradatamente, sono introdotti i lemmi che corrispondono a campi semantici (attrezzi: cacciavite, martello, pinza, trapano, tenaglia...; combustibili: petrolio, metano, cherosene, gasolio ...), famiglie di parole (libro: libraccio, libretto, libriccino, libreria...),  linguaggi settoriali (salute, amministrazione, medicina, economia, informatica...) secondo esigenze di sviluppo della terminologia specifica che sono poste anche dai patrocinatori del DSTN (amministrazioni, enti, ecc.)

0.2. gli  ENTI PATROCINATORI e linee di sviluppo
Gli ENTI deputati a SOSTENERE il DSTN sono quelli cui sta a cuore il futuro della lingua sarda, in particolare enti pubblici e privati, di carattere regionale e quelle locali.
Il sostegno può essere dato con finanziamenti globali al lavoro di ricerca e di redazione, con finaziamenti parziali per stati di avanzamento, con finanziamenti destinati allo sviluppo della presenza nel DSTN di particolari settori di lessico e terminologia chi hanno attinenza con l'Ente sostenitore (ad esempio glossari specifici: agricoltura per Entità che si occupano di agricoltura, ambiente per Enti di carattere ambientale, ecc.). Tali finaziamenti saranno impiegati per pagare la redazione dei lemmi da parte di specialisti reclutati nella Redazione e per finanziare l'ampliamento e lo sviluppo del sistema da un punto di vista tecnico (ad esempio: un'interfaccia diretta verso un formato a stampa; un dizionario visuale con schede lessicali tematiche; una rete di relazioni tra parole sullo stile di quella di WordNet, eccetera).
L'ampliamento del DSTN potrà essere assicurato anche dal lavoro svolto da specialisti che prestano la propria opera linguistica in uffici locali o sportelli della lingua operanti presso enti locali. In tal caso l'Ente interessato, previo accordo con gli autori e i realizzatori del DSTN, non darà un sostegno in danaro ma in un certo numero di ore-lavoro-mese degli specialisti in questione alla redazione delle voci del DSTN.

0.2. la  NORMA SCRITTA DI RIFERIMENTO
Il DSTN si conforma, nella stesura dei lemmi in sardo, alla norma scritta sperimentale proposta dalla Regione Sarda nel 2006 che va sotto il nome di LIMBA SARDA COMUNA / LSC.
Di fatto il DSTN è il primo e fino ad ora l'unico dizionario a riferirsi e a conformarsi alle suddette norme. Perciò è di grande aiuto per chi vuole applicarle, nei documenti all'interno delle Amministrazioni, delle Scuole, dei Media.


0.2. Che cos’è il motore di ingegneria linguistica utilizzato nel DSTN in sintesi
Il motore di dizionari on line utilizzato in DSTN, essendo stato pensato specificamente per lingue “giovani” (in termini di ufficialità o co-ufficialità), mostra particolare attenzione a temi che sono ormai dati per scontati (o, fortunatamente, superati) per le grandi lingue di cultura standardizzate e normalizzate, ma per che per lingue minoritarie o in corso di normalizzazione sono di importanza cruciale.

Il DSTN è costituito da:
due o più DIZIONARI interconnessi attraverso i lemmi, i relativi sottolemmi e accezioni, in modo dinamico e reciproco, attraverso la corrispondenza di concetti (rappresentati dalle accezioni). Per esempio, al concetto di "insegnante di scuola elementare" rappresentato da maestro ITA, corrisponderà maistru SRD (e, dentro le varietà locali, da mastru e maistu), mestre CAT. Cliccando sulle singole accezioni di una lingua si verrà portati alle corrispondenti accezioni nelle altre lingue, in modo del tutto intercambaibile e relazionale.
si tratta, perciò, di un Dizionario gerarchico e relazionale.

Il DSTN consente:
la introduzione di lemmi in italiano, sardo, ed eventualmente altre lingue, con le relative definizioni, secondo la lingua d'entrata (in sardo per i lemmi sardi, in italiano per i lemmi italiani); ma il sistema consente di definire i lemmi anche in una lingua diversa da quella d'entrata. Ad esempio, per un dizionario destinato ad un pubblico di NON parlanti, potremmo definire (oltre a tradurre, che è altra cosa) in italiano i lemmi sardi.
la introduzione dei relativi sottolemmi, quando il lemma corrisponde a più categorie grammaticali, come nel caso del sostantivo maestro, che può essere "sostantivo maschile" ma anche "aggettivo"

la introduzione delle accezioni nei relativi sottolemmi, quando il sottolemma ha pi accezioni, ossia valori, come nel caso di maestro, che può avere il valore di (1) "chi conosce approfonditamente una disciplina", (2) "maestro elementare", (3) "musicista di professione", ecc.
l'indicazione della etimologia dei lemmi.
la gestione della nomenclatura specifica dei lemmi e delle singole accezioni, con l'ausilio di tavole, particolarmente efficaci soprattutto nella didattica della lingua sarda rivolta agli insegnanti e agli studenti. Cliccando nell'apposito pulsante presente accanto ad ogni accezione, è possibile accedere alla relativa tavola in cui è presente una figura di illustrazione accompagnata da frecce e dalla relativa terminologia delle parti costitutive. Per esempio, per ogru, organo della vista, sarà presente una tavola che illustra l'occhio esterno e quello interno, con i relativi termini: pàrpala, chìgiu, pibirista, ecc
la gestione delle varianti locali, utile per confrontare la versione standard di un termine con quelle considerate sub-standard dal punto di vista ortografico e morfologico, caratteristica fondamentale per le lingue ad alta alta frammentazione dialettale, che siano ancora ortograficamente e lessicograficamente in corso di normalizzazion.
la gestione dei geosinonimi, utili per quella terminologia, soprattutto di uso quotidiano e appartenente al lessico fondamentale, nella quale il termine che indica lo stesso concetto è diverso in zone geografiche diverse [in Sardo, ad esempio feu e lègiu, cadrea e cadira, faeddare e chistionare/allegare, giùighe e giuge, ecc.] [in Italiano, ad esempio immondizia (std) / spazzatura o nettezza (FI) / rusco (BO) / rumenta (GE) / monnezza (NA)] ; anche questa è una caratteristica fondamentale per quelle lingue, ancora poco abituate ad un uso scritto, in cui è spesso presente il solo registro colloquiale/informale/popolare, e non è ancora formato un registro colto/neutrale/formale per la lingua scritta.
la gestione dei sinonimi
la gestione dei contrari
la gestione integrale dei simboli IPA (alfabeto fonetico internazionale) essenziale per stabilire e normare una pronuncia sovralocale di riferimento, soprattutto per quei parlanti per i quali la lingua in questione è una seconda lingua (ad esempio gli immigrati), e che quindi non possono conformarsi ad una pronuncia ed a un accento locale/familiare appreso nell’infanzia.
La gestione dei dizionari terminologici, e tematici è di grande importanza per le lingue minoritarie, che, nei loro processi di normalizzazione, creano elenchi di termini tecnici e specifici riferiti ad i vari campi, soprattutto per difendersi dall’inevitabile processo di ibridazione e di prestito non adattato che la lingua minorizzata subisce dalla lingua dominante della zona. La gestione dei vocabolari tematici è estremamamente evoluta ed è stata adottata come sistema di riferimento dal LinMiTer (rete terminologica di minoranze Europee, coordinata dai Catalani e dall’Unione Latina di Parigi)
La gestione dei barbarismi, con relative correzioni,è anch’essa fondamentale per rivitalizzare quei lemmi del patrimonio lessicale ereditario che sono continuamente erosi da prestiti “di moda” (come li definisce il Tagliavini), e che invece sono disponibili nel nucleo della lingua (ad esempio, sempre per rimanere all’italiano, si vede scritto sempre più spesso sui giornali economici settore food, quando è tranquillamente disponibile settore alimentare, senza dover scomodare neologismi o calchi acrobatici)
La gestione dei toponimi e degli antroponimi tradizionali, utili per il processo di normalizzazione della cartellonistica, della toponomastica, dell’anagrafe ufficiale, ed anche per conservare un patrimonio normalmente trascurato dai dizionari classici.
La gestione delle schede delle idee affini, anche queste come ausilio a chi scrive nella lingua minoritaria, ed è – inevitabilmente – in cerca di termini appropriati nel lessico e nel registro. Per cui, ai termini fondamentali vengono associati dinamicamente i termini più frequentemente accostati, secondo le coordinate associative configurabili dalla redazione. Ad esempio: mare – COLORI blu, azzurro, celeste, verde-acqua - DIMENSIONI grande, profondo, poco profondo – PARTI COSTITUTIVE onda, scoglio MATERIALI – acqua, sale. In questo esempio le coordinate associative sono COLORI, DIMENSIONI, PARTI COSTITUTIVE, MATERIALI.
L’estensione del motore di ricerca anche alle varianti locali,  dà, ancora, un grande contributo alla normalizzazione linguistica. Ad esempio chi cercasse il sardo cesa, estendendo la ricerca alle varianti locali, avrebbe come risultato “termine trovato come variante di Sarule della forma LSC "crèsia”). Se le località campione fossero tutte quelle dove si ha una variante locale diversa dal lemma crèsia, avremmo anche creja, l°èsia, chègia, chexa, ecc., compatibilmente con la collaborazione di corrispondenti locali, oltremodo preziosi per la articolazione e completezza del DSTN.

Il tutto con la tecnologia Internet, aperta per definizione, e che permette un lavoro di gruppo, con gruppi distribuiti geograficamente, con tempi rapidissimi, e che soprattutto non ha la rigidità (e i costi) degli strumenti “chiusi”, come il CD Rom e il volume cartaceo, che una volta andati in stampa non sono modificabili fino all’edizione successiva. È chiaro che lo strumento cartaceo (dizionario normativo generale) non è sostituibile; ma in quest’ottica è un passo successivo che può avvenire solo dopo la piena affermazione e stabilizzazione del materiale del dizionario on-line.

0.3. software localizzabile e internazionalizzabile (standard i18n)
Trattandosi di un sistema scritto conformemente agli standard internazionali i18n, per tradurre tutto il sistema in una certa lingua di lavoro (ad esempio, il friulano, o l’inglese) è sufficiente inserire tutte le traduzioni dei testi presenti nell’interfaccia d’uso (vale a dire i nomi dei menu, le etichette dei tasti, ecc., le categorie grammaticali, le marche d’uso, ecc.) in un unico file testuale che può essere maneggiato da personale non informatico, come ad esempio un traduttore professionista. La localizzazione del sistema in lingua una lingua qualsiasi (purché con scrittura alfabetica, o sillabica compresa in Unicode, vedi dopo) presenta perciò una assoluta facilità e un’estrema rapidità.
Naturalmente altra cosa rispetto alla traduzione dell’interfaccia d’uso è l’inserimento materiale dei lemmi, delle definizioni, delle varianti, delle etimologie, e di tutto il materiale lessicografico che popola effettivamente il sistema e che sarà a cura degli utenti e della redazione organizzata dagli utenti-amministratori.

1. Definizioni

Parte Pubblica (PP), o Front End (FE): la parte dell’applicazione visibile al pubblico, cioè dove si fanno le consultazioni e le ricerche, e che mostra le varie entrate del dizionario

Sezione di amministrazione (SA), o Back End (BE): la parte dell’applicazione visibile ai redattori/compilatori/lessicografi, cioè dove si fanno gli inserimenti, le modifiche, le cancellazioni delle entrate del dizionario, ecc.

Lemma: un’entrata del dizionario. Oltre al lemma generico (acqua, fuoco), sono gestiti altri tre tipi di lemmi: toponimi, antroponimi, barbarismi (cfr infra)

Sottolemma: grande raggruppamento di accezioni di significato. Ogni sottolemma è definito da una e una sola categoria grammaticale. I sottolemmi sono contrassegnati, sia nella PP sia nella SA da numeri romani. Si veda ad esempio, il lemma

Forte
I agg
1- Dotato di forza fisica
II avv
1 - con velocità, velocemente, es: andar forte in macchina.
2 - con forza, es.: Picchiare forte,
III sm
1- edificio dotato di difese militari

Come si vede, il lemma forte ha un sottolemma-aggettivo, un sottolemma-avverbio ed un sottolemma-sostantivo maschile.

Sottolemma polirematico, o (espressione) polirematica: un sottolemma si definisce polirematico quando riporta un’espressione fissa, idiomatica (o simili) composta da più parole. Le polirematiche per definizione sono sottolemmi, e non lemmi autonomi.

Acqua
I sf
1 - liquido incolore e inodore essenziale alla vita biologica,
2 - pioggia, es.: quanta acqua è venuta in questi giorni !
acqua cheta loc. sost. fem
1 - persona solo apparentemente quieta e pacifica
acqua forte loc. sost. fem.
1- incisione fatta su lastre di metallo

Sia nella PP sia nella SA i sottolemmi polirematici seguono i sottolemmi semplici all’interno dello stesso lemma. I sottolemmi polirematici, come ogni sottolemma, sono immediatamente seguiti dalla categoria grammaticale, che è sempre di tipo “locuzione”, con varie altre specificazioni, come ad esempio “locuzione sostantivale femminile” dell’esempio di sopra.

Accezione: singolo valore semantico all’interno dello stesso sottolemma. Nell’esempio di sopra, il lemma forte al II° sottolemma (avverbio) ha due accezioni diverse.

Variante, o variante locale: la forma che una parola assume in dialetti e subdialetti di una lingua, considerati non standard. Ad esempio, limitatamente all’italiano propriamente detto, il romanesco paja è variante dello standard paglia, o il fiorentino albihocca per lo standard albicocca. Le varianti sono raccolte in località campione di particolare rilevanza dialettologica.

Toponimo: si dice toponimo un lemma costituito da un unico sottolemma, con categoria grammaticale “nome poprio di luogo”, e con un’unica accezione.

Antroponimo: si dice antroponimo un lemma costituito da un unico sottolemma, con categoria grammaticale “nome poprio di persona”, e con un’unica accezione. Essi possono a loro volta essere suddivisi in nomi propri “di battesimo”, in “cognomi” e in “soprannomi familiari”.

Barbarismo: si dice barbarismo un lemma considerato estraneo alla lingua, in genere graficamente e fonologicamente non-adattato (o mal adattato), che tuttavia gode di un qualche uso. Il dizionario per i barbarismi si limita ad un rimando all’accezione o alle accezioni (appartenenti allo stesso o a sottolemmi diversi) considerate corrette.
È chiaro che la scelta se definire un lemma come un barbarismo ha dei caratteri di arbitrarietà
A esempio in italiano, se fashion è certamente definibile un barbarismo, essendo disponibile il termine moda, già la scelta se definire un barbarismo computer (per cui è disponibile calcolatore) o mouse (per il quale non ci sono (ancora) alternative veramente valide) può essere oggetto di discussione.

Harddisk barb. - disco rigido

Dove disco rigido rimanda all’unica accezione del sottolemma polirematico disco rigido del lemma disco.

Omografo: sono omografi due lemmi di diversa etimologia e differente àmbito semantico che sono (per motivi per così dire accidentali) scritti nello stesso modo. Sia nel FE sia nel FE sono distinti per un esponente. È importante ribadire fin da ora (vedi comunque 3.3.) che nel FE l’esponente è presente solo dal 2 in avanti.

Tasso
I sm
Nel linguaggio finanziario percentuale di costo del denaro

Tasso2
I sm
1- Mammifero dal nome scientifico Taxus taxus, di abitudini notturne

Tasso3
I sm
1- Albero ad alto fusto ...

Marca d’uso: classificazione di utilizzo di un lemma (“lessico fondamentale”, “parole comuni”, “parole di alta disponibilità”, “di basso uso”, “tecniche”, “letterarie”, “obsolte”, “geosinonimi”). Particolare attenzione meritano le marche di alta disponibilità (termini generalmente noti a tutti i parlanti ma statisticamente poco presenti nel corpus dei testi di una determinata lingua; ad esempio, in italiano sedano), ed i geosinonimi (sinomimi regionali; ad esempio il romano stampella per lo standard gruccia, il bolognese rusco o il genovese rumenta per lo standard immondizia). I geosinonimi non vanno confusi con le varianti locali.

La marca d’uso essa è definibile a livello di accezione; sono presenti nel sistema le seguenti marche d’uso:

Per frequenza d'uso
-fondamentale
-comune
-di Alta Disponibilità
-di Basso Uso

Per uso cronologico
-contemporaneo
-inusitato

Per dominio d'uso
-figurato
-astratto
-realistico

Per registro d'uso
-neutro
-formale
-volgare
-tecnico
-informale/popolare

Le marche d’uso non sono configurabili dall’utente, ma possono essere ampliate e modificate con modestissimo sforzo all’atto dell’installazione del sistema.

Categorie grammaticali: essa è definibile a livello di sottolemma (anzi una e una sola categoria grammaticale definisce il sottolemma); sono presenti nel sistema le seguenti categorie grammaticali:

Aggettivo
Aggettivo Comparativo
Aggettivo Dimostrativo
Aggettivo Esclamativo
Aggettivo Indefinito
Aggettivo Interrogativo
Aggettivo Numerale
Aggettivo Numerale Ordinale
Aggettivo Numerale Cardinale
Aggettivo Possessivo
Aggettivo Relativo
Articolo
Articolo Determinativo
Articolo Determinativo Maschile
Articolo Determinativo Femminile
Articolo Indeterminativo
Articolo Indeterminativo Maschile
Articolo Indeterminativo Femminile
Articolo Partitivo Maschile
Articolo Partitivo Femminile
Avverbio
Congiunzione
Interiezione
Onomatopea
Participio Presente
Participio Passato
Preposizione
Preposizione Articolata Maschile
Preposizione Articolata Femminile
Sostantivo Maschile
Sostantivo Femminile
Sostantivo Maschile e Femminile
Pronome Dimostrativo
Pronome Dimostrativo Maschile
Pronome Dimostrativo Femminile
Pronome Dimostrativo Relativo
Pronome Indefinito
Pronome Indefinito Maschile
Pronome Indefinito Femminile
Pronome Esclamativo
Pronome Interrogativo
Pronome Numerale
Pronome Personale
Pronome Possessivo
Pronome Relativo
Pronome Relativo Indefinito
Verbo Intransitivo
Verbo Transitivo
Verbo Pronominale Intransitivo
Verbo Pronominale Transitivo
Verbo Procomplementare
Acronimo
Sigla
Prefisso
Suffisso
---
Locuzione Aggettivale
Locuzione Aggettivale Indefinita
Locuzione Avverbiale
Locuzione Congiuntivale
Locuzione Fonosimbolica
Locuzione Interiettiva
Locuzione Pragamatica
Locuzione Preposizionale
Locuzione Pronominale
Locuzione Pronominale Interrogativa
Locuzione Pronominale Indefinita
Locuzione Sostantivale Maschile
Locuzione Sostantivale Femminile
Locuzione Verbale
Locuzione – Modo Di Dire
Locuzione - Proverbio

Le categorie grammaticali non sono configurabili dall’utente, ma possono essere ampliate e modificate con modestissimo sforzo all’atto dell’installazione del sistema.

Dizionario tematico (o terminologico): si definisce vocabolario tematico, o vocabolario terminologico, o per brevità tematico, una raccolta di accezioni (appartenenti a particolari sottolemmi di particolari lemmi) aventi in comune un argomento tecnico specifico (l’informatica, il diritto, la botanica, e simili); queste alcune caratteristiche tipiche dei tematici:
hanno minor attenzione all’etimologia e alla fonetica, essendo il loro scopo non tanto di grammatica storica, quanto di standardizzazione normativa e lessicale.
hanno come entrate separate i sottolemmi polirematici (ad esempio in un vocabolario terminologico MECCANICA si ha, come entrata separata, cuscinetto a sfere che conterrà un’unica accezione, che è di pertinenza del vocabolario MECCANICA.

È molto importante specificare che i vocabolari tematici sono raccolte di accezioni, e non di lemmi tout court; infatti, con un esempio classico, nel tematico edilizia avremo solo l’accezione finestra=”infisso di legno o metallo”, mentre nel tematico informatica avremo solo l’accezione finestra=”porzione di schermo nell’interfaccia dei sistemi operativi grafici”. Gioverà infine ribadire che i vocabolari tematici sono solo raccolte di accezioni; sono cioè delle particolari viste, raggruppamenti logici di dati, e non contengono in sé dati che non siano già presenti nei lemmi generali.

Unicode: standard internazionale di codifica per la trasmissione di testi; le lettere di – sostanzialmente - tutti i sistemi alfabetici e sillabili presenti e passati, e moltissimi caratteri dei sistemi cosiddetti “ideografici” sono contemplati nello standard, per un totale di circa 64.000 caratteri; sono gestiti inoltre i diacritici (sopra e sotto il carattere) e, dove esiste, una conversione “intelligente” maiuscolo/minuscolo e viceversa. Tutto questo significa che un carattere (ad esempio, ğ del turco, o Ω del greco, o ж del cirillico è codificato (= tradotto in numeri ai fini della trasmissione telematica) a livello internazionale in un modo univoco e condiviso da tutte le applicazioni che si conformano allo standard Unicode. È importante osservare che l’unificazione e la standardizzazione della codifica non è garanzia di corretta visualizzazione, per due ordini di motivi:
applicazioni non (ancora) conformi allo standard Unicode; ad esempio non tutte le pagine internet, e non tutti i sistemi di posta elettronica lo sono. Questo significa che per caratteri diversi dai circa 125 del latino-base la codifica è differente da sistema a sistema, per cui quello che, ad esempio, parte da un sistema italiano come “à”, può arrivare ad un sistema – diciamo - svedese come “ý”
ma un secondo ordine di problemi può nascere anche per sistemi conformi allo standard Unicode (come la presente applicazione); infatti un carattere può essere correttamente codificato in partenza, e decodificato in arrivo, ma non essere visualizzato è mancante il font corrispondente, ovvero le istruzioni che il sistema deve avere “su come disegnarlo”. Se ad esempio su un sistema mancassero i font greci (cioè la descrizione GRAFICA di come sono fatte le lettere dell’alfabeto greco), il carattere Ω verrebbe visualizzato con il simbolo di “font mancante”: . È bene sottolineare che in questo caso, al contrario di quanto avviene nel caso a) non si avrebbe la trasformazione dell’Ω in qualcos’altro, proprio per la garanzia di univocità della codifica data da Unicode.
Come detto, il sistema è conforme agli standard Unicode, e mette a disposizione degli utenti che già non li avessero tutti i font di tutti gli alfabeti supportati tramite il download di Arial Unicode (che è ovviamente un file piuttosto grande, circa 9 MB compresso in formato ZIP).

Codici di tastiera: anche nell’ipotesi che un sistema sia conforme ad Unicode, e che possieda tutti i font necessari, un ulteriore piano è quello della tastiera. Sostanzialmente, i sistemi operativi (Windows, Mac, Linux) sono programmati perché ad ogni pressione di tasto, o di combinazione di tasti, corrisponda una certo codice Unicode; per ovvi motivi, ogni tastiera commercialmente sensata ha un numero limitato di tasti (intorno a 100) [ci sono poi dei modificatori (ALT, CTRL, il tasto “windows”, il tasto “mela”) che possono moltiplicare per 4 o 5 le possibilità, cosa che porterebbe però problemi di visualizzazione di 4 o 5 simbolini su ogni tasto della tastiera], e la cosa fa sì che anche se sono effettivamente possibili, e correttamente visualizzabili, circa 64.000 caratteri, solo qualche centinaio sono facilmente raggiungibili da tastiera, e ancora meno lo sono senza le acrobazie delle pressioni multiple. E questo sotto-insieme facilmente raggiungibile è diverso da sistema a sistema, da tastiera a tastiera, da paese a paese. In questa versione del sistema i caratteri meno facilmente raggiungibili da tastiera (e cioè i simboli fonetici IPA) sono raggiungibili tramite una tastiera virtuale, facilissima da usare, uguale per tutti, e che non richiede alcuna installazione.

2. Sezione di Amministrazione (BE)

2.1. Accesso (login)
L’accesso, basato su nome-utente e parola-chiave sarà a vari livelli
Amministratore: totale controllo su tutte le sezioni amministrabili
Redattore locale: possibilità di inserimento solo per la variante locale di sua competenza
Redattore straniero: possibilità di inserimento solo per la traduzione di sua competenza
Per la gestione dei livelli di sicurezza e d'accesso lo sviluppo è ancora in corso.

2.2. Menù principale
Accedendo al BE si presenta il seguente menù

Inserimento di un nuovo lemma generico
Modifica di un lemma generico
Cancellazione di un lemma generico
Gestione completa dei barbarismi
Gestione completa dei vocabolari tematici
Uscita

2.3. Inserimento di un nuovo lemma generico
2.3.1. Inserimento lemma [QUESTO CAMPO NON PUÒ ESSERE VUOTO AL MOMENTO DEL SALVATAGGIO]
Il lemma, dal punto di vista metodologico, dovrebbe essere costituito da una sola parola, inserendo le espressioni composte da più parole come sottolemmi polirematici di un “lemma portante”. Tuttavia il sistema accetta anche espressioni composte da più parole senza dare messaggi di errore.
(nelle prossime versioni:)
espressioni che iniziano con –xx o finiscono con xx- alfabetizzate correttamente (prefissi come fono-, tele-, o suffisi come –abile, -evole, -issimo)
corretta alfabetizzazione dei riflessivi [si lavare alfabetizzato alla l-]

Qualora si inserisca un lemma omografo di uno o più lemmi già presenti, al momento di salvare il sistema propone un messaggio del tipo “lemma_che_si_sta_inserendo - Numero di lemmi omografici = n”, dove n=1, ad esempio, se nel sistema è già presente UN omografo ed in quel momento si sta tentando di inserire secondo omografo. Degli omografi già presenti viene presentato l’elenco ed un’estratto della definizione. Si può decidere allora se si vuole veramente inserire un omografo, o se, invece, il lemma che si stava tentando di inserire erà in realtà già presente.
Qualora si proceda con l’inserimento dell’omografo, esso assumerà l’esponente successivo all’ultimo già presente.
Qualora invece ci si accorga che il nostro lemma è già presente, e non è quindi necessario inserirlo, si tornerà alla pagina principale e, se il caso, si andrà a modificare il lemma già presente.

2.3.2. Inserimento fonetica IPA
Cliccando sull’icona a lente di ingrandimento si apre una tastiera virtuale per l’inserimento dei simboli. La tabella usata è quella IPA del 1993 aggiornata nel 1996, ovvero l’ultima ufficiale alla data in cui si scrive.

2.3.3. Inserimento segmentazione
Il carattere di divisione tra le sillabe è libero: ad esempio ‘|’, o ‘-’.

2.3.4. Inserimento etimologia
Il contenuto del campo etimologia può essere testo piano (limite: 256 caratteri), con i seguenti modificatori HTML per facilitare l’impaginazione ed i collegamenti ipertestuali.
<i>corsivo</i> (in FE si visualizzerà un testo corsivo)
<b>grassetto</b> (in FE si visualizzerà un testo grassetto)
<u>sottolineato</u> (in FE si visualizzerà un testo sottolineato)
<sup>apice</sup> (in FE si visualizzerà un testo in apice)
<sub>pedice</sub> (in FE si visualizzerà un testo in pedice)
<a href=http://www.sito.xy>testo cliccabile che rimanda a www.sito.xy</a>, (in FE si visualizzerà un testo cliccabile che rimanda a www.sito.xy)
<br> andata a capo (in FE il testo andrà a capo)
&#zzzz; caratteri unicode non immediatamente disponibili da tastiera. Notare l’e-commerciale all’inizio, il punte-e-virgola alla fine e il numero in versione decimale (ad esempio: alef dell’ebraico= &#1488;) oppure
&#xYYYY; con il numero in versione esadecimale preceduto da un carattere “x” (ad esempio: alef dell’ebraico= &#x05D0;)

2.3.4. Inserimento delle varianti locali
Cliccando sull’icona “risma di fogli” si apre un pop-up con: nella prima colonna le località campione, nella seconda i campi per l’inserimento delle varianti in grafia ordinaria, e nella terza colonna il link alla tastiera virtuale per l’inserimento dei simboli IPA come sopra. Due osservazioni
nella versione attuale del sistema le località sono definite, in numero arbitrario, una volta per tutte in sede di installazione. Non è (ancora) disponibile una gestione libera (inserimento, modifica, cancellazione) dell’elenco delle località da parte dell’utente.

2.3.5. Ciclo sui sottolemmi “ordinari” (non polirematici) e sulle relative accezioni
Si inserisce la categoria grammaticale [QUESTO CAMPO NON PUÒ ESSERE VUOTO AL MOMENTO DEL SALVATAGGIO] per ogni sottolemma, e si inseriscono le accezioni. Terminata un’accezione si può passare alla successiva accezione, al successivo sottolemma, ai sottolemmi polirematici, o chiudere il lemma salvando il tutto. Sono inseribili a livello di accezione (e non a livello di lemma o sottolemma) le corrispondenze nelle principali lingue neolatine ed internazionali. Sempre a livello di accezione si può assegnare l’accezione stessa ad uno o più dizionari tematici. Anche qui alcune notazioni

nella versione attuale del sistema le lingue straniere sono definite, in numero arbitrario, una volta per tutte in sede di installazione. Non è (ancora) disponibile una gestione libera (inserimento, modifica, cancellazione) dell’elenco delle lingue straniere da parte dell’utente.
Viceversa, i vocabolari tematici sono interamente gestibili dall’utente (vedi 2.9.)

2.3.6. Ciclo sui sottolemmi polirematici e sulle relative accezioni
È importante notare che non si possono inserire sottolemmi polirematici se non è presente almeno un sottolemma “ordinario”.
Niente di sostanzialmente diverso dal ciclo sui sottolemmi “normali”, mutatis mutandis. Ogni sottolemma polirematico ha un contenuto polirematico [QUESTO CAMPO NON PUÒ ESSERE VUOTO AL MOMENTO DEL SALVATAGGIO], che è l’effettiva espressione composta da più parole; un sottolemma polirematico, come qualunque sottolemma, può avere più accezioni.

2.3.7. Il TAG <vedi></vedi> e la gestione dei rimandi
All’interno del campo definizione (e solo in quello) si può usare il la coppia <vedi></vedi> per i rimandi (vedi 3.4. per le modalità di visualizzazione dei riamandi nel FE). Al momento di salvare il sistema verifica che il lemma contenuto nella coppia di TAG esista veramente.
Se non esiste, lo segnala, ma permette di continuare
Se esiste ed è unico, non dà messaggi particolari
Se esiste, ma esistono vari omografi, chiede con un messaggio a quale lemma effettivamene si vuole fare il rimando.
Se, coscienti del fatto che esistono omografi, si specifica, ad esempio, <vedi>esempio1</vedi>, o <vedi>esempio2</vedi> si scioglie l’ambiguità e non viene visualizzato alcun messaggio.
La sintassi <vedi>esempio1</vedi>, è corretta e viene accettata anche se il lemma non ha omografi oltre a se stesso, cioè se esiste un solo lemma esempio.

2.4. Modifica di un lemma generico
2.4.1. Ricerca per modificare
Se si inserisce una stringa composta da solo lettere essa viene interpretata come “stringa iniziale”: per cui cercando ab si avrà come risultato un elenco di tutti i lemmi che iniziano per ab-. Quale effettivamente si voglia modificare va scelto tramite il radio-button.
Il motore di ricerca ignora i diacritici, per due motivi molto importanti: perciò, se supponiamo che nel dizionario esistano i due lemmi
àncora (e che l’ortografia di quella lingua preveda che si segni l’accento grafico)
ancora,
sia che si cerchi anc- sia che si cerchi ànc-, verranno trovate entrambe. Naturalmente, poi, il lemma che prevede l’accento grafico sarà correttamente mostrato sempre con l’accento grafico.
Se si inserisce una stringa terminante con un numero essa viene interpretata come “parola completa”, ed il numero seleziona quale omografo modificare effettivamente. Ad esempio, cercando acqua1 si passerà direttamente alla modifica del lemma acqua, anche se non ha omografi oltre a se stesso; cercando tasso1 si passerà al primo dei tre omografi di “tasso”, cercando tasso2 al secondo omografo, e così via.
Nel nostro esempio, cercando acqua2 viene dato un messaggio di errore, per il fatto che non esiste un secondo omografo di “acqua”.

2.4.2. Modifica di un lemma
Nella parte generale – in alto - del lemma si trovano i campi che si riferiscono globalmente al lemma come tale, e cioè il lemma effettivo, la segmentazione, la pronuncia fonetica, l’etimologia, le varianti locali, tutto come descritto sopra (paragrafo 2.3.5.).
Vengono presentate, in modo sintetico, tutti i sottolemmi ordinari, e sotto, tutti i sottolemmi polirematici. Tramite le freccette ↑↓ si può modificare l’ordine dei sottolemmi; c’è poi la possibilità di aggiungere sottolemmi, ordinari o polirematici (tasto AGGIUNGI sulla sinistra), o di eliminarli (tasto ELIMINA). Cliccando sulla scritta I° sottolemma (o simili), si espande il sottolemma e vengono mostrate tutte le accezioni di quel sottolemma
Le accezioni sono presentate in modo sintetico; tramite le freccette ↑↓ si può modificare l’ordine accezioni; c’è poi la possibilità di aggiungere accezioni, (tasto AGGIUNGI sulla sinistra), o di eliminarle (tasto ELIMINA). Cliccando sulla scritta accezione n° 1 (o simili) si espande l’accezione e si accede a tutti i campi descritti sopra (paragrafo 2.3.5.), cioè definizione, associazione ai tematici, traduzioni, ecc.

                  2.5. Gestione completa dei barbarismi
2.5.1. Ricerca per gestione dei barbarismi, e gestione effettiva dei barbarismi
Se si inserisce una stringa essa viene comunque interpretata come “stringa iniziale”: per cui cercando ab si avrà come risultato un elenco di tutti i lemmi-barbarismo che iniziano per ab-. Quale barbarismo effettivamente si voglia modificare viene scelto cliccando sul barbarismo d’interesse all’interno della lista dei risultati. Non è ancora presente il meccanismo con –1, -2 per selezionare direttamente un certo particolare barbarismo o un certo omografo.
Con il tasto ELIMINA si può eliminare il barbarismo; altrimenti
Con il tasto NUOVO BARBARISMO se ne può creare uno nuovo; altrimenti
cliccando sul barbarismo d’interesse nella lista dei risultati si espande la visualizzazione con l’elenco di tutte le correzioni di quel barbarismo. Attualmente le correzioni di barbarismo sono lemmi che devono essere già presenti nel database; più correttamente dalla prossima versione saranno accezioni, e anch’esse dovranno essere già presenti nel database: se l’accezione corretta non è già presente andrà preventivamente inserita. Con i tasti ELIMINA si possono eliminare, e con AGGIUNGI si possono aggiungere altre correzioni di quel barbarismo (le correzioni possono essere più d’una per lo stesso barbarismo). Attualmente non è possibile modificare l’ordine delle correzioni di barbarismo.

                2.6. Gestione completa dei vocabolari tematici
2.6.1. Gestione dei tematici
Si accede alla lista dei vocabolari tematici (come sono definiti sopra, sono raccolte di accezioni; sono cioè delle particolari viste sui dati, e non contengono dati che non siano già presenti nei lemmi generali). In modo intuitivo si può modificare il nome di un vocabolario tematico, eliminarlo (e si così eliminerà la VISTA, cioè il modo di raggruppare logicamente le accezioni, e non le accezioni come tali) o aggiungerne di nuovi, in numero arbitrario.
Attualmente l’ordine con cui vengono mostrati i tematici (in BE ma anche in BE) è alfabetico, e non è possibile modificare l’ordine di presentazione dei vocabolari tematici

3. Parte Pubblica (FE)

Come principio generale, vale il seguente: cioè che non è stato inserito dai compilatori non viene segnalato come mancante. Per cui, ad esempio, se di un lemma non sono state inserite le varianti locali è invisibile l’icona che apre il pop-up sulle varianti locali; oppure, se tra le varienti locali inserite NON c’è quella di una determinata località, non viene mostrato neppure il nome della località, di modo che non si evidenzi il fatto che la variante non è presente. Questo permette una compilazione progressiva, “a cerchi concentrici”, mantenendo una certa consultabilità e un buon livello di impaginazione anche nelle fasi iniziali di compilazione, in cui i dati inseriti sono relativamene pochi.

3.1. Il menù sinistro e l’accesso alfabetico
Si hanno le seguenti voci, cliccando sulle quali si accede alla sezione corrispondente.

Dizionario Generale
Barbarismi
(vocabolari tematici)
primo vocabolario tematico
secondo vocabolario tematico
terzo vocabolario tematico
...

Si ha poi un accesso diretto alle lettere dell’alfabeto; cliccare su una delle lettere dell’alfabeto equivale a fare una ricerca per lettera iniziale limitata alla sezione nella quale ci si trova in quel momento (“dizionario generale”, o “barbarismi”, o un certo vocabolario tematico, ecc.)

3.2. Il motore di ricerca
Se si inserisce una stringa essa viene interpretata come “stringa iniziale”: per cui cercando ab si avrà come risultato un elenco di tutti i lemmi che iniziano per ab-. Non è ancora presente il meccanismo con –1, -2 per selezionare direttamente un certo particolare lemma o un certo omografo.
Un radio-button permette di limitare la ricerca alla sola sezione in cui ci si trova (“toponimi”, “nomi propri” , “barbarismi”, o un certo vocabolario tematico, ecc.), o estenderla a tutto il dizionario generale, indipendentemente da quale sezione si sta visitando in quel momento
Tre caselle di spunta (checkbox) permettono di estendere la ricerca rispettivamente ANCHE alle varianti locali, ANCHE alle traduzioni, ANCHE alle espressioni polirematiche.
Il motore di ricerca ignora i diacritici (accenti, dieresi, ecc), per due motivi molto importanti: in lingue (ancora) poco standardizzate essi sono spesso usati in modo poco competente dagli utenti che fanno le ricerche; e normalmente, almeno nelle lingue romanze, i diacritici sono ininfluenti ai fini dell’ordinamento alfabetico.
Perciò, se supponiamo che nel dizionario esistano i due lemmi
àncora (e che l’ortografia di quella lingua preveda che si segni l’accento grafico)
ancora,
sia che si cerchi anc- sia che si cerchi ànc-, verranno trovate entrambe. Naturalmente, poi, il lemma che prevede l’accento grafico sarà correttamente mostrato sempre con l’accento grafico.
La pressione sulla freccetta ► equivale comunque alla pressione di INVIO (tasto RETURN) per avviare la ricerca

3.3. Le liste di risultati
Alcuni principi generale per le liste:

Prima dell’elenco dei risultati viene sempre mostrato chiaramente qual è la stringa cercata

i risultati di ricerca sono sempre elenchi di lemmi (e, nel caso dei tematici, anche di sottolemmi polirematici), al limite costituiti da un solo elemento. È importante notare che se la stringa cercata è stata trovata in VARIANTI o TRADUZIONI la lista risultante segnala questo fatto, e rimanda al lemma principale. Ad esempio

Stringa cercata: wat
Risultati: acqua (“wat” è stato trovato in: TRADUZIONI),

cioè è stato trovato, in quest’esempio, nella traduzione inglese “water”.

Sempre in generale, le liste sono costituite da 10 elementi per pagina; se la ricerca da più di 10 risultati, essi vengono paginati e le pagine possono essere scorse avanti-indietro. Non è ancora implementato il salto diretto “vai direttamente a pagina n” .

Gli omografi in FE sono segnati con esponente solo a partire dal 2; percià si ha, ad esempio:
tasso
tasso2
tasso3

Come si vede, il primo omografo non porta esponente.

Infine, in tutte le liste, cliccando sul lemma (colonna sinistra) si accede alla scheda, che, come vedremo, è diversa nel caso di lemmi generali, toponimi, antroponimi.

3.3.1. Le liste di risultati nel “dizionario generale”

(caso di lemma generico)

LEMMA TROVATO
DATI DESCRITTIVI VARI
CATEGORIE GRAMMATICALI DEI SUOI SOTTOLEMMI NON POLIREMATICI
forte
/pronuncia IPA/
elenco dei vocabolari tematici in cui è presente qualche accezione di quel lemma. Ad esempio, in questo caso:
- vocabolario militare
Agg / avv / sost. masch.

(caso di lemma-barbarismo)
Compare nelle liste del dizionario generale come compare nelle liste specifiche dei barbarismi, per cui vedi 3.3.3.

(caso di lemma-toponimo)
Compare nelle liste del dizionario generale come compare nelle liste specifiche dei toponimi, per cui vedi 3.3.4.

(caso di lemma-antroponimo)
Compare nelle liste del dizionario generale come compare nelle liste specifiche degli antroponimi, per cui vedi 3.3.5.

3.3.2. Le liste di risultati nei vocabolari tematici
Differiscono notevolmente dalle liste di risultati del dizionario generale:

VOCABOLARIO TEMATICO: MILITARE
LEMMA /
SOTTOLEMMA POLIREMATICO
CATEGORIE GRAMMATICALI DEI SOTTOLEMMI DI CUI ALMENO UN’ACCEZIONE COMPARE IN QUEL VOC. TEMATICO
ESTRATTO DELLA DEFINIZIONE
Forte
sost. masch
Costruzione fortificata ...
forte Knox
loc. sost. masch.
Espressione proverbiale per indicare una fortezza inespugnabile

Si noti, che, in quest’esempio, Forte Knox è una polirematica di forte. Nella visualizzazione a lista all’interno dei vocabolari tematici le polirematiche sono – come mostrato – visualizzate come entrate a parte; così non è nelle liste del dizionario generale.

3.3.3. Le liste di risultati nella sezione “barbarismi”

LEMMA-BARBARSIMO TROVATO
CORREZIONI DEL BARBARISMO
computer
calcolatore / elaboratore
(nell’ordine in cui sono stati inserite)
Si noti che i lemmi-barbarismo sono mostrati in rosso.

3.4. Le schede di lemma
Come principio generale, le definizioni e le etimologie sono visualizzate rispettando le volontà del redattore che ha usato i tag <i>, <b>, <u>, <br> ecc. Il tag <vedi></vedi> rende in FE cliccabile il lemma relativo, il quale viene anche fatto precedere da una freccetta →.

3.4.1. Le schede di lemma per lemmi generici all’interno del dizionario generale

Lemma


(icona che permette di accedere al pop-up delle varianti locali)
/pronuncia IPA/


Segmentazione




I - Categoria grammaticale del I° sottolemma ordinario



1- Marca d’uso della 1a accezione
Definizione della prima accezione
(icona che permette di accedere al pop-up delle traduzioni per questa accezione)


2- Marca d’uso della 2a accezione
Definizione della prima accezione
(icona che permette di accedere al pop-up delle traduzioni per questa accezione)






II - Categoria grammaticale del II° sottolemma ordinario



1- Marca d’uso della 1a accezione
Definizione della prima accezione
(icona che permette di accedere al pop-up delle traduzioni per questa accezione)


2- Marca d’uso della 2a accezione
Definizione della prima accezione
(icona che permette di accedere al pop-up delle traduzioni per questa accezione)






Espressioni polirematiche







Prima espressione polirem.

Categoria grammat. della prima espr. polir.

1- Marca d’uso della 1° accezione

Definizione della prima accezione
(icona che permette di accedere al pop-up delle traduzioni per questa accezione)





Seconda espress. polirem.

Definizione della prima accezione
(icona che permette di accedere al pop-up delle traduzioni per questa accezione)

1- Marca d’uso della 1a accezione

Definizione della prima accezione
(icona che permette di accedere al pop-up delle traduzioni per questa accezione)





Etimologia del lemma




Si veda www.ditzionariu.tempusnostru.it per esempi tratti dal mondo reale.

3.4.2. Le schede di lemma per lemmi generici all’interno dei dizionari tematici
Esse sono in tutto e per tutto uguali alle schede per lemmi generici nel dizionario generale, con tre differenze
la prima, ovvia, è il fatto che nei tematici viengono mostrati solo i sottolemmi e le accezioni pertinenti a quel dato vocabolario tematico.
La seconda, per la tradizione “normativa” e non “storica” dei vocabolari tematici, è che non viene mostrata l’etimologia del lemma.
La terza è il fatto che, qualora di un certo lemma abbia pertinenza terminologica solo un’accezione appartenente ad un sottolemma polirematico, il sottolemma polirematico ha una scheda “tutta per lui” nel tematico, ancora come se fosse un’entrata a parte.

Si veda, ancora, www.ditzionariu.tempusnostru.it per esempi tratti dal mondo reale.

3.4.3. Le schede di lemma per lemmi-barbarismo
Esse hanno un’aspetto molto scarno, dovendo limitarsi a rimandare alla voce corretta. Non è mostrato nulla (né categoria grammaticale, né pronuncia IPA, né segmentazione) se non l’elenco delle correzioni; le correzioni sono cliccabili per un collegamento immediato alla voce ritenuta corretta.                                                               


#Diegu Corràine