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 NOA  Udine  
Su Comitadu 482 e s'Espresso
Custa est sa risposta a un'artìculu reghente de s'Espresso contra a sa limba friulana

Comitât  Odbor  Komitaat  Comitato 482

c/o Informazione Friulana soc. coop.

V. Volturno, 29 33100 Udin

Tel.: 0432 530614 Fax: 0432 530801 D.p.e.: com482@gmail.com

Sît uficiâl: www.com482.org

***

Egregio Direttore de Lespresso, Daniela Hamaui,

non è la prima volta che la lingua friulana e la comunità che la parla si trovano ad essere attaccati

sulla stampa, ma raramente ci è capitato di leggere un articolo così zeppo di faziosità, falsità, errori,

imprecisioni, insinuazioni ed ironie fuori luogo come We speak furlân di Tommaso Cerno,

pubblicato sullultimo numero del settimanale da lei diretto. Talmente zeppo che, per rispondere

debitamente a tutte le affermazioni scorrette e alle allusioni malevole fatte dallautore dellarticolo,

dovremmo impiegare ben più dello spazio che questa lettera ci offre. Per questo ci limiteremo a

rispondere solo ad alcuni dei punti sollevati nellarticolo.

In Friuli il dialetto è già legge recita il sommario. Ad oltre 130 anni dalla pubblicazione dei

Saggi ladini di Graziadio Isaia Ascoli, padre della glottologia italiana, non vi è ancora giunta

notizia che il friulano non è un dialetto italiano, ma una lingua retoromanza strettamente

imparentata col romancio (una delle quattro lingue nazionali della Svizzera) e col ladino dolomitico

(che nella provincia di Bolzano è coufficiale con tedesco ed italiano)? Passi che non ne conosciate

la storia e le caratteristiche, ma che non sappiate nemmeno che si tratta di una lingua riconosciuta

come tale sia dallo stato italiano, sia dalle autorità europee non depone certo a vostro favore!

Quanto largomento vi sia ignoto è dimostrato anche dalla capacità di sbagliare praticamente tutte le

parole in friulano citate nellarticolo, a cominciare da quella riportata nel titolo. Non di furlân si

tratta, ma di furlan, e poi Vignesje per Vignesie, dizionâr per dizionari, ecc. È legittimo,

allora, chiedersi con che accuratezza può riportare delle interviste un autore che non è nemmeno

capace di trascrivere correttamente una parola? Ne sapranno certamente qualcosa i citati Edouard

Ballaman (presidente del Consiglio regionale del Friuli  Venezia Giulia) e Sergio Cecotti (ex

sindaco di Udine)&

Alla base di tutto cè un concetto molto semplice: i diritti linguistici sono parte dei diritti umani e la

loro garanzia è uno dei compiti fondamentali di una vera democrazia. Era chiaro per i padri

costituenti dellItalia repubblicana che, non a caso, hanno affrontato la questione nellarticolo 6

della Costituzione della Repubblica italiana. Un po meno chiaro per i loro successori, purtroppo,

visto che per la parziale attuazione di tale articolo hanno atteso oltre cinquantanni: è solo del 1999,

infatti, la prima legge statale (482/99) di tutela della minoranze linguistiche. Un risultato ottenuto

anche grazie alle dure battaglie dei friulani, a cominciare dal deputato comunista Mario Lizzero,

uno dei massimi esponenti della Resistenza friulana. Proprio la 482/99 prevede per i friulani, e per

altre undici comunità minorizzate, la tutela parziale dei loro diritti linguistici garantendo la presenza

della loro lingua propria nella scuola, nelle amministrazioni pubbliche, nella toponomastica e nella

radiotelevisione pubblica.

A proposito, se proprio ci tenete a pubblicare qualcosa sullargomento, perché non fate una

bellinchiesta sulle ripetute violazioni e sui ritardi nellapplicazione della legge statale 482/99?

Basterebbe citare la violazione di quanto previsto dalla 482 da parte degli ultimi contratti di servizio

tra il Ministero delle Comunicazioni e la RAI: altro che la tv bilingue descritta dallautore

dellarticolo! Una situazione denunciata più volte dalle autorità europee attraverso le

Raccomandazioni sull'applicazione della Convenzione quadro per la protezione delle minoranze

nazionali (che, pensate un po, si applica anche ai friulani!), ma di cui la grande stampa italiana

si è sempre disinteressata, forse perché troppo impegnata a dare uninterpretazione in chiave

moderna del fascistissimo Vietato sputare per terra e parlare in dialetto.

Relativamente alle cifre spese e ai risultati ottenuti, ci limitiamo a citare un solo caso, quello del

Grant Dizionari Bilengâl Talian  Furlan (GDBTF). Dopo dieci anni non ne esiste una sola

copia su carta si legge nellarticolo. Peccato che lautore del pezzo si dimentichi di ricordare che

tale opera (che se stampata richiederebbe diversi volumi) è nata come strumento informatico e non

cartaceo! La cui prima edizione è disponibile da anni in rete sul sito del Centri Friûl Lenghe 2000,

dove è stato consultato oltre 200.000 volte e scaricato da oltre 5.000 persone (oltre alle 8.000 copie

distribuite su cd), e la cui seconda edizione ampliata è stata presentata ufficialmente nel 2008 con

altrettanto successo. Per lautore dellarticolo, tuttavia, il GDBTF rappresenta un chiaro esempio dei

risultati non sempre brillanti ottenuti con i fondi per il friulano. Non la pensano così un certo

Tullio De Mauro ed inutili istituti di periferia quali lUniversità di Stoccolma, lIstituto di Ricerca

per le Lingue della Finlandia, il CNR di Pisa. Secondo voi a chi viene più facile dare credito?

Rimane però la questione delle spese sostenute: secondo esperti esterni al GDBTF pare che, opere

analoghe fatte altrove, siano costate molto, ma molto di più& Alla faccia degli sprechi!

È possibile che i miseri fondi per il friulano (fare paragoni con i fondi per il catalano, il basco o il

gallese  in questi ultimi due casi con un numero di parlanti simile a quello del friulano  ci sembra

umiliante per lo stato italiano, ma perfino la Francia centralista investe di più per il bretone, parlato

da circa 300 mila persone, di quanto non facciano attualmente il Governo italiano e la Regione

Friuli  Venezia Giulia per il friulano) abbiano attirato degli approfittatori. È possibile, inoltre, che

ci siano state delle spese inutili e degli sprechi. Però, ci piacerebbe conoscere anche un solo settore

in cui, nello stato italiano, non ve ne siano, a cominciare dai finanziamenti pubblici per leditoria e

per la stampa: soldi pagati da tutti i cittadini italiani, anche da noi poveri contadini e montanari che

ci ostianiamo a speakare furlân. Con le poche risorse a disposizione e con la passione e le

competenze di molti volontari in Friuli si sta cercando di garantire i diritti linguistici: cioè la

possibilità per tutti di utilizzare la propria lingua madre in maniera normale, ossia in tutti gli ambiti

della vita. È un concetto base della democrazia e del rispetto dei diritti umani. Per cui che vi

permettiate di parlare di uno spreco da 35 milioni e di follie federaliste più che un insulto a

quanti da anni si battono per il riconoscimento dei diritti linguistici propri ed altrui (la nostra

battaglia, infatti, vale anche per le altre comunità minorizzate che vivono nello stato italiano) è una

macchia sulla capacità del giornalismo italiano di abbandonare gli stereotipi del nazionalismo

italiano (fascista e non) e di trattare con rispetto e con onestà quanti sono diversi per lingua ed

identità.

Cordiali saluti.

Udine, 30/08/2009

Il portavoce del Comitato 482*

Carlo Puppo

* Comitât  Odbor  Komitaat  Comitato 482: organismo che riunisce oltre una trentina di realtà

associative friulane, slovene e germaniche del Friuli attive nella difesa dei diritti linguistici.

Associazione Ad Undecimum; Associazione Beneake korenine; Associazione Don Eugenio Blanchini; Associazione FaF 

Fantats Furlans; Associazione Glesie Furlane; Associazione La Grame; Associazione Matajur; Associazione culturale

Colonos; Associazione culturale El Tomât; Associazione culturale Guido da Variano; Associazione culturale Pionîrs;

Associazione culturale Rozajanski Dum; Associazione culturale slovena Stella alpina-Planika; Associazione e redazione La

Patrie dal Friûl; Associazione e redazione Novi Matajur; Circolo Culturale G. Unfer; Circolo Culturale Saurano F.

Schneider; Cooperativa di servizi linguistici Serling; Informazione Friulana Societât Cooperative; Istitût Ladin-Furlan Pre

Checo Placerean; Istituto Achille Tellini; Istituto Pio Paschini; Istituto di Cultura Timavese; Most piccola società cooperativa

a r.l.; Redazione La Comugne; Redazione Ladins dal Friûl; Redazione Lenghe.net; Redazione Radio Onde Furlane;

Redazione Slovit  Bollettino di Informazione degli Sloveni in Italia; Redazione Taicinvriaul.org; Società Filologica Friulana

G.I. Ascoli; Stazione di Topolò  Postaja Topolove; Union Scritôrs Furlans; e singoli cittadini appartenenti alle diverse comunità

linguistiche del Friuli  V.G.


[Sarvadore Serra]